
Oggetto di questo post è il famoso/famigerato tool di monitoraggio dei media sociali Radian6. Lo uso da un bel po’ e ho pensato di scrivere una piccola recensione/guida. Le opinioni che si trovano sul suo conto in rete sono molto divergenti, e in effetti, nonostante sia molto potente, qualche difetto effettivamente ce l’ha, specie in relazione al web italiano.
Dando per scontato il sapere cosa sia un tool per il monitoraggio e quali siano i criteri teorici generali che ne sono alla base (argomenti che, tra l’altro, ho intenzione di trattare in futuro), qui mi concentrerò più su come si presenta il programma e che opzioni di ricerca offre. Sono ben consapevole che esistono sul mercato molti tools a pagamento e gratuiti che hanno caratteristiche diverse e, a seconda delle esigenze, migliori. Una lista la si può trovare qui: http://wiki.kenburbary.com/. Un’altra buona risorsa è la guida al marketing dell’ascolto di Michele Polico.
Radian6 è un programma piuttosto completo, che monitora un po’ di tutto. Da pochi giorni viene monitorato anche Facebook (ovviamente per quel che riguarda gruppi e profili pubblici aperti ai motori di ricerca esterni). Le altre tipologie di media incluse nello scraping sono:
- Blog
- Forum (i principali italiani sono inclusi, ma altri mancano)
- Video (YouTube in particolare)
- Micro Blogging (FriendFeed e Twitter)
- Mainstream News
- Foto (praticamente solo Flickr)
In questo primo post cercherò di spiegare come si presenta il Topic Profile, l’anima di Radian6. Nel secondo, invece, tratterò la Dashboard (la scrivania dove vengono restituiti i dati analizzati) e farò alcune considerazioni più ampie sulle performance dello strumento e sul perché usarlo rispetto ad altri.
Diciamo subito che acquistare Radian6 costa, anche se il prezzo non è proibitivo. Per un singolo profilo (Topic Profile) accessibile da un singolo utente, si devono sborsare $600 al mese. Sono inclusi 10.000 risultati sulla media di 30 giorni (dopo spiegherò meglio cosa significa), keywords illimitate e un mese di dati storici al momento dell’acquisto. Un anno di dati storici costa altri $600, una tantum per tutti i profili già aperti al momento dell’upgrade.
Ad un primo impatto, Radian6 risulta piuttosto intuitivo. In alto, sempre visibile, c’è la barra dei menu con 4 voci: Dashboard, Configuration, Help e Video Tutorials.
La prima area da esplorare è Configuration, all’interno della quale si trova la sezione Topic Profiles. Prima di poter ottenere dei risultati, infatti, è necessario impostare un profilo. Si deve prestare attenzione, in quanto ogni singolo profilo costa $600 al mese. Non è inverosimile aprire più profili pensando che siano inclusi nel fee base mensile e ritrovarsi invece con un conto salatissimo da pagare.
I profili sono l’anima di Radian6. Per profilo (o Topic Profile) si intende una campagna, ovvero un insieme di filtri e keywords pensati per un singolo cliente. Ad esempio, possiamo immaginare un topic profile dedicato a Dell in cui settate query dedicate ai laptop, ai prodotti concorrenti, al tema del design dei computer, etc.
All’interno della sezione Details, è possibile configurare il profilo. Parametri fondamentali sono i filtri:
- Lingua: ci sono diverse lingue, tra cui l’italiano (il che non è scontato, molti prodotti concorrenti non offrono questa possibilità)
- Tipologia di media: è possibile filtrare per blog, video, immagini, siti di informazione, microblogging, forum, commenti
- Regione: vi è anche l’italia
- Filtro delle fonti: è possibile filtrare per sorgenti, ovvero liste di URL da non prendere in considerazione nella restituzione dei risultati

Vi sono da fare alcune considerazioni. Radian6, per l’italiano, non è precisissimo per quanto riguarda la lingua e la tipologia di media. Molto spesso, selezionando “italian”, nei risultati troverete comunque dei post in altre lingue. Se non volete star lì a cancellare manualmente quelli non pertinenti, la soluzione è settare come linguaggio Italiano e come regione Italia. Lo sconsiglio, in quanto taglierete fuori dai risultati molti post che potrebbero essere rilevanti.
Per quanto riguarda la tipologia dei media, molto spesso vi troverete con degli errori di classificazione. Quella più frequente è l’inserimento di alcuni forum all’interno della categoria blog. Ad ogni modo, la percentuale d’errore è accettabile (a mio avviso), e la società (canadese) lavora sull’italiano da non più di un anno (ci sono, quindi, margini di miglioramento). C’è anche da dire che ritroverete spesso ripetizioni degli stessi post dovuti allo scraping di aggregatori spam.
Un altro dato da tenere sott’occhio in questa sezione è Estimated Monthly Volume. Se la media su 30 giorni del suo valore supera la soglia di 10.000, si viene invitati a restringere il campo di ricerca o a comprare il pacchetto per ulteriori 10.000 risultati (altri $500/mese). Ad ogni modo, se lavorate su clienti italiani, è raro che con un singolo profilo (e dunque cliente) arriverete a tali numeri.
Il secondo passaggio nel setup di un topic profile è ovviamente la creazione di query. Qui il fattore umano fa la differenza. Nessun tool, seppur potentissimo, può restituire risultati pertinenti se non siete bravi nell’impostare le query. In Radian6, se non vi sono particolari esigenze e se brand e prodotti hanno nomi non ambigui, si possono usare semplici espressioni di keywords. Se invece c’è la necessità di monitorare più prodotti dai nomi ambigui, più brand concorrenti o più tematiche inerenti ad un cliente, è opportuno settare gruppi di keywords. Radian6 permette di associare ciascun gruppo a una categoria tra “brands”, “competitors” e “industry”. In questo modo si semplificherà l’analisi dei risultati.

Infine, è possibile configurare il mix di ingredienti che alimentano l’algoritmo che identifica i siti/blog o persone più influenti. Il settaggio di fabbrica funziona piuttosto bene, a mio avviso.

Per ora direi che ho scritto anche troppo. Al prossimo post su Radian6!
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